Ecommerce WordPress: WooCommerce

Con il termine inglese e-commerce o eCommerce, abbreviazione di electronic commerce, ci si riferisce sostanzialmente al commercio elettronico.

Ciò sottintende il processo di vendita e conseguente acquisto di beni e servizi tramite il web.

Fatta questa doverosa premessa, arriviamo subito al dunque.

Nell’ultimo anno, il termine di ricerca “ecommerce”, è aumentato del 124% rispetto all’anno scorso, secondo il noto motore di ricerca Google.

Lo shopping online, quindi, non ha mai conosciuto un momento così fiorente, come quello che sta vivendo adesso.

Questa evoluzione naturale, la quale ha spinto – nel bene o nel male tutti – a preferire gli acquisti presso negozi online piuttosto che presso negozi fisici, era nell’aria da tempo.

Tuttavia, complice il diffondersi del virus Covid-19 e le relative restrizioni forzate (lockdown), il fenomeno ha subito un’accelerare esponenziale; tutto ciò ha prodotto il propagarsi della vendita online.

Ne è conseguito, quindi, che attualmente anche in Italia la maggior parte delle persone ha effettuato – e continua ad effettuare – degli acquisti online.

Probabilmente – riallacciandoci al discorso precedente – ciò è dettato in parte anche dal cambiamento delle nostre abitudini, che ha aumentato la propensione delle persone ad acquistare online (o acquistare su internet).

E’ bene, però, sottolineare che il mercato dell’ecommerce si è diffuso in maniera molto minore rispetto agli altri paesi del Nord Europa (volendo effettuare una comparazione legata solo al nostro Continente).

Chi decide di investire sull’e-commerce e sulle vendite online, oggigiorno ha sicuramente tantissime possibilità di allargare il proprio business rispetto al passato, in quanto tramite internet è possibile raggiungere tantissime persone, le quali potrebbero essere dislocate in qualsiasi punto d’Italia e del mondo (facciamo quindi riferimento – anche e soprattutto – a potenziali clienti esteri).

Quello che stiamo cercando di dirvi è che le realtà o le attività commerciali che decidono di aprirsi allo shopping online, hanno davanti a loro una grande possibilità non solo in termini di visibilità online ma anche e soprattutto di ampliare il proprio mercato di riferimento, creando ulteriori canali di business e conseguenti opportunità di business.

A questo, va ad aggiungersi il fatto che aprirsi alle vendite online, per far si che i propri clienti possano effettuare acquisti tramite il nostro shop online, ha costi di avvio e gestione molto molto bassi, soprattutto se comparati a quelli relativi ad un negozio fisico (facciamo dunque riferimento a bollette, autorizzazioni e tasse varie).

Ovviamente, per chi è alle prime armi, consigliamo caldamente – quando possibile – di iniziare a vendere online tramite ecommerce già strutturati e consolidati, i quali possono contare su un grande bacino di utenti.

Implicitamente, stiamo facendo riferimento ai classici marketplace in stile Amazon, i quali garantiscono una grande visibilità online a fronte però di costi ben più elevati rispetto alla gestione di un proprio ecommerce.

Sia chiaro però, non stiamo dicendo che aprire un proprio e-commerce sia controproducente, anzi… stiamo affermando esattamente il contrario!

Ma cosa vuol dire questo; in sostanza che è sempre bene tenere a mente che metter su uno shop online comporta – se non si è esperti – costi legati alla realizzazione dello stesso, i quali sono estremamente superiori rispetto alla tecnologia, al CMS scelto ed allo spazio di web hosting necessari a mettere online il nostro progetto digitale.

Pertanto, rompere il ghiaccio su di un marketplace ben più conosciuto, potrebbe offrirci un riscontro immediato in merito a quelle che sono le reali intenzioni di acquisto degli utenti e se i nostri prodotti e servizi sono di loro interesse.

Ma passiamo ora ad analizzare quelle che sono le sigle o gli acronimi più in voga nell’ambito del commercio elettronico.

Gli ecommerce B2C 

Il modello B2C di ecommerce è sostanzialmente la classica struttura di vendita in cui un merchant offre beni o servizi ad un acquirente privato, che lo acquista per scopi personali.

In questo contesto, il merchant (in italiano: commerciante o venditore) potrebbe produrre direttamente i prodotti offerti o in alternativa rivendere prodotti e servizi di altre aziende: facciamo in questo caso riferimento alle vendite in affiliazione e al dropshipping

Gli ecommerce C2C 

Nel modello C2C, invece, i processi di vendita e di acquisto online, avvengono tra privati.

In questo contesto, le piattaforme di ecommerce C2C fungono da meri intermediari di vendita

Gli ecommerce B2B 

Il modello B2B prevede, invece, che il rapporto di compravendita online avvenga tra aziende o professionisti

Tuttavia, nella realtà dei fatti, la maggior parte dei siti di ecommerce prevede diverse modalità di vendita, non vincolandosi prettamente a questo standard.

E’ il caso di e-commerce che vendono non solo ad aziende e professionisti ma anche a privati, offrendo ad esempio ai primi dei listini dedicati, corredati poi da eventuale scontistica loro dedicata.

I modelli di business dell’e-commerce: Inventario, Dropshipping ed Affiliazione 

Parlando di ecommerce, occorre distinguere inoltre i 3 principali modelli di business

  1. Siti di e-commerce con inventario
  2. Siti di ecommerce in dropshipping 
  3. Siti di e-commerce in affiliazione

Gli ecommerce con inventario 

Mediante questo modello di business, un sito web ecommerce acquista preventivamente la merce presso uno o più produttori o fornitori e dispone di una logistica (interna o di terze parti) per lo stoccaggio della merce.

Potrebbe, inoltre, produrre personalmente i vari prodotti e metterli in vendita online.

Gli ecommerce in dropshipping 

Con il sistema del dropshipping, invece, il sito ecommerce non ha necessità di acquistare in anticipo la merce e di stoccarla, poichè sarà il fornitore stesso (ossia il dropshipper) ad occuparsi dell’imballaggio e delle spedizioni. 

Questo modello di business in dropshipping è sicuramente molto conveniente per un ecommerce in fase di startup, in quanto abbatte notevolmente i costi, a discapito però della marginalità e dei conseguenti ricavi effettivi

Gli ecommerce in affiliazione

Per quanto riguarda l’ultimo modello di business, si fa invece riferimento alla vendita in affiliazione e all’affiliate marketing.

L’affiliate marketing è in sostanza un modello di business in cui i proprietari dei negozi possono vendere i loro prodotti indirettamente tramite gli affiliati, i quali guadagnano una percentuale sulla transazione.

In virtù dei 3 modelli di business proposti, “probabilmente” quello in affiliazione è quello meno remunerativo, in quanto è necessario effettuare varie ricerche prima di proporre – principalmente servizi – o prodotti ad una certa nicchia di mercato.

Questa regola potrebbe invece non valere quando si parla di dropshipping o di inventario (basterebbe aggiungere altre categorie al proprio e-commerce); in questo caso non dovremmo quindi cambiare drasticamente modello di business ed eventuali campagne promozionali: Google ADS o Microsoft ADS.

Ecommerce WordPress

Se negli anni passati associare WordPress, ossia la piattaforma di blogging per eccellenza, alle vendite online poteva rappresentare quantomeno un ossimoro, questo accostamento al giorno d’oggi non vale più.

Infatti, oltre ad essere adoperato per la realizzazione di siti e blog, questo noto CMS (il più utilizzato fra tutti i CMS attualmente disponibili), permette infatti di installare dei moduli aggiuntivi dediti al commercio online.

Tra i tanti disponibili, vi sono:

  • WooCommerce
  • Easy Digital Download
  • iThemes Exchange
  • Shopp
  • Ecwid

Tuttavia, fra questi, WooCommerce è quello più popolare e largamente utilizzato.

WordPress WooCommerce

Installare il CMS WooCommerce su WordPress è relativamente semplice, questo prescinde dall’hosting provider scelto ma tiene conto ovviamente del piano di hosting cui facciamo riferimento.

Ad ogni modo, per poter abilitare WordPress alle vendite tramite WooCoommerce bisognerà operare in questo modo:

  1. Effettuare il login nel proprio pannello di amministrazione WordPress
  2. Spostarsi sulla sezione “Plugin“, quindi cliccare su “Aggiungi nuovo
  3. Digitare “WooCommerce” nel campo di ricerca plugin e cliccare invio
  4. Clicca dunque su “Installa ora” e confermare questa scelta
  5. WordPress completerà quindi l’installazione del CMS

WooCommerce

Le opportunità che offre WooCommerce sono tantissime.

Infatti, questa estensione o add on, è sostanzialmente una soluzione web dedicata alla vendita online di prodotti e servizi.

Volendo essere più precisi, WooCommerce, consente di:

  • Vendere sia prodotti digitali che fisici
  • Gestire gli ordini
  • Gestire l’anagrafica dei clienti
  • Gestire il magazzino e le spedizioni
  • Ricevere pagamenti mediante canali sicuri e gestire il calcolo delle imposte in modo automatico

WooCommerce costi

Dopo aver illustrato, mediante questa ampia descrizione, tutto quanto concerne il mondo degli e-commerce, chiudiamo dandoti questa preziosissima informazione, ossia: il costo di WooCommerce è pari a 0 euro, si hai capito bene, WooCommerce è gratis!

Quel che dovrete pagare invece è solo il piano di hosting WordPress su cui installare poi WooCommerce.

Tra quelli suggeriti da noi di TrovaHosting.com, volendo partire leggeri, consigliamo senz’altro soluzioni quali il piano annuale WordPress STARTERKIT Serverplan ed il piano annuale WordPress Start Keliweb.

Bisogna invece fare un discorso diverso nel caso in cui si abbia la necessità di avere a disposizione moltissimo spazio e notevoli risorse, oppure si voglia semplicemente provare il servizio, mediante un piano di hosting WordPress mensile.

Ad ogni modo, sul nostro sito troverete sempre offerte, promozioni e codici sconto (che vi consentiranno di risparmiare fino al 30% sull’aquisto dei singoli piani di hosting).

Alternative a WooCommerce, il caso PrestaShop

Ovviamente, oltre alle varie estensioni per WordPress, dedite al commercio online, vi sono anche dei CMS pensati esclusivamente per le vendite online e non per metter su dei blog (e poi eventualmente trasformarli, convertirli o estenderne le loro funzionalità).

Tra le varie soluzioni web disponibili, una molto valida è sicuramente rappresentata da PrestaShop.

PrestaShop è, infatti, una piattaforma gratuita ed open source, specificatamente pensata per costruire e gestire siti e-commerce.

Parliamo quindi di un sistema di gestione dei contenuti web, come lo sono, ad esempio il già menzionato WordPress, ma anche Joomla! o Magento.

Tuttavia, Prestashop – ci ripetiamo – è pensato principalmente per le vendite online, a differenza dei suddetti.